I C l o w n d o t t o r i
Quando ridere è una cosa seria
Chi sono i Clown di Corsia
L'attività dei Clown di Corsia è nata dall'esempio del Medico Clown Hunter Patch Adams ed è divenuta negli ultimi anni molto importante, poiché dopo decenni di "collaudo" si è ormai appurato, e scientificamente accertato, che il sorriso, l'allegria e il buonumore riescono ad inibire i centri preposti alla sensazione del dolore. Ma in una persona malata (e soprattutto in una persona ospedalizzata) non esiste solo un dolore di tipo fisico, ma anche una sofferenza più profonda alla quale spesso vengono dati diversi nomi come tristezza, paura, solitudine, o avvilimento ecc., tutti stati d'animo che contribuiscono ad amplificare la percezione del dolore fisico, innestando un processo che, se non impedisce, certamente rende più lunga e difficoltosa la guarigione.
Ecco quindi entrare in gioco i Clown di Corsia. La loro funzione più nota è certamente quella di portare il sorriso, l'allegria e il buonumore in quei posti dove generalmente non ve ne è, ma ciò che è meno noto, se non del tutto oscuro ai più, è che questo non è il "fine" ma il "mezzo". Infatti lo scopo non è strappare un momentaneo sorriso o una risata passeggera, ma piuttosto far provare al malato la netta sensazione, (la certezza se si lavora bene) che qualcuno si preoccupa per lui, che qualcuno ha a cuore il suo stato d'essere, la sua persona, qualcuno che non chiede nulla in cambio se non un sorriso! E' in questo modo che la "risata" diviene per un Clown di Corsia un veicolo per portare al malato un vero e proprio soccorso di tipo psicologico.
|
Dove operano i Clown di Corsia?
I Clown di Corsia hanno una missione precisa: far rinascere la voglia di vivere dentro chi l'ha momentaneamente persa, riportare la gioia negli occhi e nel cuore di chi soffre, qualsiasi ragione abbia tale sofferenza. Per far questo i Clown di Corsia usano la musica, il sorriso, il gioco, l'amicizia, la danza, le cadute, le capriole, il mimo, la magia, i palloncini e tutta la loro fantasia. Ma ancora troppo spesso la figura del Clown di Corsia viene associata a quella del clown da circo e lo si immagina quindi in ospedale per far ridere i bambini, nulla di più sbagliato! Innanzi tutto non è scritto da nessuna parte che un Clown di Corsia debba necessariamente far ridere e ancor mano è scritto che debba far ridere solo i bambini! Oggi è possibile incontrare i Clown di Corsia non solo in pediatria, ma anche in molti altri reparti, come in traumatologia, o in oncologia, c'è stato chi addirittura li ha voluti in sala operatoria, e c'è chi sta pensando ad un loro impiego in terapia intensiva. Ma nonostante il loro nome, sarebbe riduttivo pensare di poter incontrare un Clown di Corsia solo in ospedale, in "corsia" appunto. Sempre più spesso il loro intervento è richiesto da comunità di bimbi abusati, o da case di riposo, o dalle scuole materne, o anche nelle maxi-emergenze, in calamità come terremoti o attentati terroristici (si pensi all'intervento dei Clown di Corsia dopo il crollo della scuola di San Giuliano, o al loro utilizzo l'attentato terroristico di Madrid), ma molto più semplicemente è possibile incontrare un Clown di Corsia anche in strada, nelle feste di piazza, a contatto con l'uomo qualunque che quando ci incontra si accorge di disporsi improvvisamente al buonumore alla gioia e soprattutto, al sorriso!
|
Come operano i Clown di Corsia?
A questo punto è ben chiaro che un Clown di Corsia non è affatto un clown d'animazione, poiché nonostante l'assonanza dei termini, l'attività che si intende sviluppare non ha nulla a che vedere con la cosiddetta attività di "clownerie". Negli ultimi anni, alla luce del Pensiero Positivo e dei suoi insegnamenti, nell'ambito delle nuove terapie alternative alla medicina tradizionale è nata la "Comicoterapia", metodo di guarigione che trova le sue basi della Gelotologia (dal greco "gelos", che significa "riso"), ma anche nell'immunologia neuro-psichica.
L'effetto del "riso" è positivo sotto tutti gli aspetti, non solo da un punto di vista psicologico ma anche strettamente biologico. Questo perché ridere è un esercizio muscolare e respiratorio ed è un mezzo per purificare e liberare le vie respiratorie superiori. Si pensi ad esempio ad un paziente asmatico: provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi, ridere può in effetti far cessare una crisi di asma, per azione del sistema parasimpatico. O ancora, per i pazienti affetti da enfisema polmonare, il ridere, provocando l'aspirazione dell'aria, migliora l'insufficienza respiratoria.
Sullo stato generale di salute, ridere combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione infatti causa una notevole riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere è anche un efficace antidolorifico, poiché non solo calma il dolore, distraendo il paziente dall'attenzione ad esso (calma temporanea) , ma anche perché, quando questo si ripresenta non ha più la stessa intensità, infatti il ridere aumenta il livello delle endorfine con un conseguente miglioramento sul controllo del dolore. La teoria che il riso faccia bene alla salute, in quanto sembra che riduca certi inibitori delle difese immunitarie, è avallata dai risultati di numerose ricerche, che rafforzano la convinzione dell'esistenza di importanti interazioni fra la mente e il sistema immunitario.
Ma per far "ridere" chi è in uno stato di sofferenza non è sufficiente esser un consumato attore comico. La cosa più importante e anche più difficile è riuscire ad entrare in contatto con l'altro e farlo in punta di piedi. Occorrono un'estrema cura, una costante attenzione all'altro, un grande amore e un profondo rispetto per l'essere umano che si ha di fronte ed è necessaria un'immensa e costante preparazione sul piano psicologico, tanto per l'altro quanto per difendere se stessi.
|
Come si diventa Clown di Corsia della C.R.I?
Prima di iniziare il corso vero e proprio vengono organizzati degli incontri "informativi", generalmente due, utili ai formatori per valutare (a volte anche tramite semplici test) le singole idoneità e gli stimoli motivazionali che spingono il V.d.S. a voler intraprendere quest'esperienza.
In seguito i V.d.S partecipano ad un corso che ha la durata di tre giorni, che aiuta a riscoprire la gioia interiore per molte ragioni spesso seppellita, il valore del sorriso, della compassione e soprattutto dell'amicizia e dell'impegno di gruppo. L'insegnamento si basa su un equilibrio d'alti e bassi emotivi, passando attraverso giochi di fiducia e di comunicazione, tra momenti di forti emozioni personali ed altri più "leggeri" con improvvisazioni teatrali, momenti d?interiorizzazione e poi ancora tecniche di mimo, gags, tecniche di clownerie, tecniche di sculture con i palloncini, ecc. Al corso è presente anche la figura dello psicologo che spiega ai partecipanti come difendersi da alcuni rischi che potrebbero correre come il burn-out, e cerca di chiarire alcuni principi base della comunicazione con l?altro. Tutto il corso è orientato verso l' "allenamento" al vivere il quotidiano in modo positivo, a sviluppare la creatività e la sensibilità. Al termine del corso, superato l'esame finale, s'inizia un tirocinio con servizi sia in ambiente sanitario che non, sotto la supervisione di un Clown di Corsia "anziano". Altra componente necessaria alla formazione sono gli incontri a cadenza settimanale per le condivisioni delle esperienze fatte, (tanto positive quanto negative) e gli incontri dei "gruppi di studio" quindicinali o mensili, fino al raggiungimento dell'esperienza necessaria per poter lavorare in modo autonomo prima e in seguito per poter accompagnare i nuovi clown, esperienza questa che in genere si matura con un anno circa di servizio. |







